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La
chiesa della SS.Annunziata
La chiesa dell’Annunziata ha il suo ingresso principale
lungo Via Fuoro, il decumano massimo dell’antica Surrentum. Essa è
ad una sola navata, in stile barocco. Le pareti sono ricoperte da
marmi policromi impreziositi da mosaici. Il soffitto è interamente
dipinto su tela. Al centro del soffitto vi è un grande quadro del
pittore Filippo Andreoli (1700) raffigurante la Madonna assisa in
gloria, col Bambino, che consegna la Sacra Cintura a Sant’Agostino e
ad altri Santi agostiniani. Nel basso si notano gli eretici
sbaragliati.
Gli altari sono sette, sei laterali più l’altare maggiore.
Gli altari laterali appartenevano, con diritto di patronato per le
sepolture dei propri congiunti, alle famiglie Sersale, Correale,
Nobilione, Galano, Falangola, Auriemma e Romano.
Entrando dalla chiesa a destra è possibile, innanzitutto,
ammirare la nicchia della Madonna Dormiente con la pregevolissima
statua della Vergine la cui devozione fu introdotta dal Padre
Spirituale, Canonico Nicola Mongiardino, nel 1907. Al di sopra di
essa si ammira una pregevole tela settecentesca di scuola napoletana
raffigurante Gesù, San Tommaso di Villanova, santo agostiniano,
l’Arcangelo Raffaele e Tobiolo.
Il primo altare entrando a destra è dedicato
all’Annunciazione della Vergine con la tela del pittore Paolo De
Majo del 1741. Il secondo altare sulla destra è dedicato al Sacro
Cuore di Gesù. Esso fu eretto, ad iniziativa della signora Teresa
Maresca, quale “Ara Pacis” nel 1927, per il suffragio dei caduti in
guerra, in esso si può notare una pregevole scultura lignea
policroma di influenza veneta, raffigurante appunto, Gesù Sacro
Cuore. Il terzo altare, sempre sulla destra per chi entra, è
dedicato alla Madonna delle Grazie con un quadro ad olio su tela.
Sul lato sinistro della Chiesa, appena si entra è possibile
scorgere sopra la porta d’accesso alla sagrestia una pregevole tela
settecentesca di scuola napoletana raffigurante lo sposalizio
mistico di Santa Caterina. Continuando, il primo altare sulla
sinistra è dedicato a San Giuseppe, con una statua in legno
policromo del 1700 di fattura napoletana raffigurante il Santo e il
Divin Figliuolo con reggiere e giglio d’argento, dono degli
artigiani sorrentini. L’altare successivo è dedicato alla Madonna
Addolorata con un simulacro in cartapesta di classica scuola leccese
(1898) che viene portata tradizionalmente in processione il Venerdì
Santo. Il terzo altare sulla sinistra è dedicato a Sant’Agostino e
Santa Monica, protettori della confraternita, con quadro ad olio su
tavola raffigurante la Madonna che dona la cintura a Santa Monica e
a Sant’Agostino con un gruppo di agostiniani. Ai piedi
dell’immagine, in abiti pontificali, è raffigurato Papa Eugenio IV
che divulgò la devozione alla Madre della Cintura.
Nel presbiterio è possibile ammirare sul lato destro un
pregevole affresco al centro del quale è possibile ammirare un
crocefisso trecentesco molto probabilmente proveniente da altra
collocazione. Sul lato destro, al di sopra dell’ingresso riservato
ai confratelli, è possibile ammirare una pregevole tela
settecentesca, di probabile scuola solimenesca, raffigurante la
Pietà. Al centro del presbiterio campeggia il monumentale trono
della Vergine della Consolazione, costruito nel 1902. Al centro
dell’altare maggiore è posta la scultura lignea settecentesca della
Madonna della Consolazione. Al vertice della struttura sono poste
due statue di stucco raffiguranti Sant’Agostino e Santa Monica.
All’interno della Sagrestia è possibile ammirare
un’antichissima ancona su legno, datata 1595 e un tempo collocata
sull’altare maggiore. Di autore ignoto essa raffigura
l’annunciazione di Gabriele alla Vergine. In basso a sinistra è
visibile un cavaliere in chiaro costume cinquecentesco, donatore e
committente dell’opera.
Nel 2001 la chiesa dell'Annunziata è stata restaurata ed
abbellita ritornando al suo antico splendore. Lavori di abbellimento
e di ristrutturazione che continuano ancora oggi, grazie all’impegno
e all’amore profuso dall’Amministrazione e dai confratelli in pieno
spirito di fratellanza.
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