La Madonna della Cintura

 

La festa della Madonna della Consolazione (o Madonna della Cintura) è di certo, tra le diverse celebrazioni della nostra Arciconfraternita, la più importante e significativa. Infatti, come avviene per altri ordini religiosi che esprimono la devozione a Maria sotto qualche titolo particolare, per gli agostiniani la principale devozione alla Madonna si è sviluppata da sempre sotto il titolo di Madre della Consolazione o della Cintura.

Che la devozione alla Cintura sia una prerogativa degli agostiniani e delle confraternite da essi ispirate, sarebbe dovuta ad una tradizione secondo la quale Santa Monica, afflitta dalla morte del marito e ancor di più per i traviamenti del figlio Agostino, si rivolgesse alla Vergine perché potesse consolarla nelle sue angustie e le mostrasse in che modo andasse vestita dopo la morte di San Giuseppe. La madonna allora le sarebbe apparsa, vestita di nero e con una nera cintura di cuoio stretta ai fianchi, esortandola a vestire ugualmente, assicurandola, nel medesimo tempo, della sua protezione e del suo conforto. Dopo la sua conversione prese la “cintura” anche Sant’Agostino e tutti i monaci che lo seguirono nei diversi secoli. Anche i confratelli di Santa Monica nel loro abito confraternale hanno come segno distintivo la cintura.

Per comprendere l’importanza che negli anni passati ha rivestito per i Sorrentini la festa della Madonna della Consolazione può essere utile richiamare un passo tratto dalla rivista “Stelle e fiori”, edita nei primi anni del secolo scorso da padre Bonaventura Gargiulo, futuro Vescovo di San Severo: “…la domenica 11 settembre si celebrò la bella festa di Santa Maria della Consolazione in Sorrento, per cura della Confraternita della Cintura. La bella chiesa era vagamente messa e nella parte superiore ben parata; il triduo fu predicato dal padre Lodovico da Massa. Fuori chiesa, nelle ore pomeridiane, una devota e al tempo stesso solenne processione della Vergine Santa. Una ricca e graziosa luminaria che si stendeva per tutto il corso Duomo, e due concerti musicali allegravano, come ben fatti fuochi d’artificio chiudevano la festa che quei buoni confrati si impegnarono di solennizzare a gloria della loro protettrice e avvocata”.

Tantissimi sorrentini sono devoti alla Vergine della Cintura e numerosi sono i miracoli attribuiti alla sua intercessione: ciò è testimoniato dai numerosi ex voto donati dai fedeli nel corso degli anni. Non va dimenticato che alla Madre della Consolazione la città di Sorrento venne consacrata nel 1964.

La festa è caratterizzata, di norma, da un solenne triduo al quale negli ultimi anni si è soliti invitare anche altre confraternite. La celebrazione vuole rappresentare un momento di unione tra fedeli: quale momento migliore, dunque, per rinsaldare rapporti d’amicizia e fratellanza con le altre congreghe? Per questo motivo nelle sere precedenti la festa, il Governo dell’Arciconfraternota ha avuto l’onore ed il piacere di ricevere la visita delle congreghe di Sant’Agnello, Piano di Sorrento e Meta. Il giorno della festa sono invece le Confraternite di Sorrento ad onorarci della loro presenza.

La festa si conclude con la solenne celebrazione della liturgia della parola con il canto delle litanie lauretane e con la benedizione eucaristica. Dallo scorso anno, la sera conclusiva è caratterizzata dal canto dei Vespri solenni dedicati alla Madonna della Consolazione.

Anche in questa occasione spesso vengono ammessi i nuovi confratelli i quali, nel corso di una suggestiva cerimonia, ricevono la veste con lo scapolare bianco e la cintura, simboli della Confraternita.