Sagrestia

All’interno della Chiesa, subito sulla sinistra, s’incontra la porta d’ingresso della Sagrestia. Al di sopra di essa è possibile ammirare una tela ad olio raffigurante “Lo sposalizio mistico di Santa Caterina”.
Precedentemente l’attuale sagrestia era al Cappella dell’antico ospedale della Congrega di Santa Maria della Misericordia; poi nel 1867 fu assegnata in permuta alla Confraternita di Santa Monica; per ricordare tale evento, nello stesso anno fu realizzata al centro della Sagrestia una composizione in maioliche raffigurante una scena biblica.
All’interno della Sagrestia, da sinistra, si ammira una colonna in marmo con vasca per acqua santa; essa rappresenta un reperto archeologico visibile nella base nella quale sono scolpite tre colombe.

Poi s’incontra un lavabo in marmo con in evidenza lo stemma dell’Arciconfraternita (esso era usato quando, liturgicamente, prima di ogni cerimonia religiosa si procedeva al “lavabo”). Segue il dipinto ad olio su legno raffigurante l’Annunciazione dell’Arcangelo Gabriele alla Vergine (da cui il titolo alla Chiesa), dipinto proveniente dall’Altare Maggiore.
Si giunge cosi alla zona destinata alle riunioni del Governo ove è posto il quadro raffigurante il disegno progettuale del Trono della Madonna della Consolazione del 1902, il quadro dove è apposta l’amministrazione ed infine il quadro con la Bolla di Pappa Leone XIII per l’elevazione della Confraternita a grado di Arciconfraternita.

Proseguendo si incontra un presepe con pastori napoletani del ’700, la statua lignea della Madonna della Speranza, acquistata nel 1957 dai Confratelli dai padri Francescani della chiesa di S.Francesco di Sorrento, due piccole statue di cartapesta raffigurante un’Addolorata ed un Ecce Homo (che vengono portati in processione, ogni anno, il Venerdì Santo) ed al centro di essa la bacheca della Madonna della Cintura. Ed infine, la porta di ingresso del corridoio che collega la Sagrestia sia con l’entrata secondaria della Chiesa da Piazza Andrea Veniero e sia con la porta d’ingresso che utilizzano i confratelli per entrare nel Presbiterio.

Statua del ’700 in terracotta raffigurante l’Ecce Homo.