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La
Storia
L'Arciconfraternita di Santa Monica è di certo una delle
più antiche congreghe laiche esistenti a Sorrento. Mancano,
purtroppo, documenti che attestino con esattezza la data di
istituzione del pio sodalizio. In base ai documenti ancora oggi
conservati, un primo riferimento che può essere preso in
considerazione è il decreto di Papa Leone XIII, il quale, con breve
Apostolico, in data 8 Giugno 1886 elevò la Confraternita di Santa
Monica al rango di Arciconfraternita con diritto di aggregare a sè
altri sodalizi (cosa che è avvenuta nel 1989 con l’aggregazione
della Confraternita di Santa Maria del Carmine del Capo di
Sorrento). In realtà con certezza sappiamo che quella di Santa
Monica era già dal 1582 una confraternita fiorente ed i suoi
associati si riunivano in un proprio oratorio ed un religioso
agostiniano ne era Padre Spirituale. In quella data, infatti, essa
venne aggregata alla Congrega di San Giacomo, Sant'Agostino e Santa
Monica esistente in Bologna. Tuttavia, proprio perché aggregata sin
dal 1582 ad altra Arciconfraternita, di certo si può affermare che,
per questioni meramente logiche, la Confraternita doveva essere
attiva già da diversi anni.
Presso gli archivi della Curia sono
conservati molti documenti riguardanti varie richieste dei
confratelli dell’Arciconfraternita di Santa Monica, come
l’autorizzazione a questuare in essa per la raccolta di “follari,
seta, noci ed olio”, e quella per uscire processionalmente
“assaccati” il Giovedì Santo per la visita ai Sepolcri. Numerose
erano, accanto alle iniziative di culto, le attività che la congrega
svolgeva, soprattutto in campo assistenziale. In tale contesto vanno
annoverate attività quali quella dei cosiddetti "maritaggi",
consistenti in piccoli capitali le cui rendite erano utilizzate per
aiutare le giovani sorrentine indigenti che dovevano contrarre
matrimonio.
Il 9 giugno del 1777, il re Ferdinado IV concedeva il suo
regale assenso alle regole ed agli statuti e, come detto, con breve
Apostolico di Papa Leone XIII, l’8 giugno 1886 la Confraternita
veniva elevata al grado di Arciconfraternita.
Nel 1809 Gioacchino Murat emanò le cosiddette "Leggi
Eversive" che andarono a sopprimere tutti gli ordini monastici
esistenti nel Regno di Napoli. Così la chiesa ed il convento
passarono in proprietà del Comune. Il convento divenne prima caserma
dei gendarmi e successivamente ospedale. Intanto nel 1864 la chiesa
venne concessa in proprietà alla Confraternita di Santa Monica fino
ad arrivare ai giorni d’oggi. Ancora oggi l’Arciconfraternita è
impegnata in prima linea nelle opere di assistenza e carità verso le
persone più bisognose. Alcuni confratelli sono impegnati
costantemente al fianco della Caritas Diocesana e la stessa
Confraternita provvede alla fornitura del pane per la casa di riposo
Sant’Antonio, una delle istituzioni più importanti della Città di
Sorrento. Tante ancora sono le iniziative che nel silenzio i
confratelli portano avanti per i più bisognosi. Tutto questo nel
pieno spirito di servizio a cui i laici sono chiamati in seno alla
Chiesa, così come espresso nei concetti fondamentali del Concilio
Vaticano secondo.
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